Come superare la solitudine in 7 mosse

Ti senti solo ed abbandonato a te stesso? Questa sensazione la si prova molto spesso anche quando si è circondati da persone e da familiari che ci proteggono, che ci amano, ci dimostrano il loro affetto ma, nonostante ciò, ci sentiamo dei solitari. Ti senti sempre perennemente disconnesso, abbandonato a te stesso anche quando continui a svolgere il tuo lavoro o a studiare: nonostante in ogni momento ti sembri che solo poche cose abbiano un senso e sei pervaso continuamente da un senso di disperazione e di tristezza, puoi guarire, alleviare e passo dopo passo tornare a vivere pienamente al massimo della tua gioia. In questa guida, cerchiamo di comprendere le motivazioni e cause che cagionano la solitudine e delineiamo le sette mosse strategiche per combatterla.

Solitudine: ricerca delle possibili cause

Devi ricordare bene che la solitudine non dipende solo dal circondarsi o meno di persone, amici o conoscenti; la solitudine è una questione psicologica e mentale che richiede un mutamento del modo di essere, di comportarsi e di relazionarsi: si ha necessità di una vera trasformazione interiore che puoi sviluppare con tecniche di crescita personale, intelligenza emotiva, tecniche per l’autostima, corsi di empatia e di relazioni umane.

In generale, si tratta di uno stato d’animo che trova la sua origine in un lontano passato alimentato da pensieri costanti che ritornano e ti assillano pure nel presente di ogni giorno. La solitudine può essere percepita in differenti modi da ognuno di noi, trovando la propria causa in fattori diversi quali: la timidezza, la scarsa propensione ad instaurare relazioni durature, l’assenza di amici, l’essere troppo brutti o diversi, la carenza nel dare affetto nel tempo. Sono tutte potenziali cause che possono essere considerate le principali responsabili dell’odierna solitudine e che affondano le proprie origini  nell’infanzia attraverso esperienze che generano sensazioni che si cristallizzano con delle convinzioni circa il nostro modo di essere e ciò che si desidera.  Questa percezione viene confermata ogni giorno con delle spiegazioni personali e con dati ed eventi di fatto che viviamo o a cui assistiamo.

Solitudine: sette mosse per combatterla

Era inevitabile soffermare l’attenzione sulle potenziali cause, dato che la loro analisi ci consente meglio di individuale le 7 mosse vincenti per poter combattere e debellare la solitudine.

  1. Ripeti ad alta voce e convinciti che “non sei incline alla solitudine: per prima cosa convinciti che non sei solo, altrimenti ti isolerai dal resto del mondo, auto distruggendo la tua personalità ed il tuo valore umano, specie il tuo stato d’animo interiore. Forza e coraggio, combatti con te stesso, richiediti e ritagliati una maggior volontà e voglia di sperimentare nuove sensazioni e nuove relazioni, non avere timori! Un consiglio e suggerimento che devi tenere bene in mente: la solitudine è un’esperienza personale che può trovare il proprio scioglimento solo in una cambiamento interiore del proprio stato d’animo e modo d’essere,
  2. ricerca nuove esperienze e nuove relazioni: non stare perennemente isolato o fisso dal mattino alla sera dinanzi al tuo pc, esci, fai nuove relazioni, conosci persone diverse e cerca di interagire mediante un dialogo costruttivo con le stesse,
  3. prendi un’iniziativa: non essere passivo, sii un imprenditore di te stesso, prendi le iniziative, non avere timore di sbagliare di fronte agli altri, sbagliando si impara e ci si auto-migliora ed auto-corregge,
  4. sii empatico: l’empatia è un fenomeno dialogico, si nutre di flussi reciproci tra persone, ma la cosa incredibile è questa: soltanto attraverso l’empatia, e cioè attraverso il coglimento del vissuto altrui, giungi a cogliere te stesso in modo pieno, impari tante cose su di te e per te stesso. L’empatia dunque è chiaramente un elemento costitutivo dell’esistenza umana,
  5. auto-osservati: “Ah, cara Anima coraggiosa…
    …Vieni siediti accanto a me un pochino. Ecco, ritagliamoci un po’ di tempo dalle <>. Abbiamo tempo per farle tutte più tardi. Ti posso assicurare che in quel giorno lontano in cui giungeremo alla porta del paradiso non ci verrà chiesto con quanta cura abbiamo spolverato le crepe del marciapiede. Bensì con quanta profondità abbiamo deciso di vivere, e non da quante <> stupidaggini ci siamo fatti seppellire.” (Clarissa Pinkola Estés),
  6. cerca di comprenderti in ogni momento della vita: capirsi costituisce l’impegno primario a cui ci si deve sottoporre per affrontare la vita con consapevolezza e responsabilità, per viverla nella sua ricchezza come soggetti attivi. Affermava in proposito Wittgenstein: “…Vorrei davvero una volta dispiegare la mia vita per averla davanti a me e per gli altri. Non tanto per sottoporla a giudizio, quanto per ottenerne chiarezza…”,
  7. instaura relazioni di aiuto: ciò che è importante ricordare è che la relazione di aiuto può rappresentare un valore aggiunto in molti contesti. Nella formazione si parla spesso di “saper fare” e “saper essere”: coltivare questa competenza per arricchire il proprio saper essere al fine anche di sviluppare un più proficuo saper fare, è un concetto che fa fatica ad emergere in molte organizzazioni ed istituzioni.
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